Il glutine si forma dall’unione di alcune proteine contenute nella farina, impastate con acqua e sottoposte ad energia meccanica. Nella frolla, la farina trova acqua nel burro e nelle uova, l’energia è data dall’impastamento. Formandosi, il glutine legherebbe l’impasto rendendo la massa elastica, difficile da stendere e coriacea una volta cotta. In più, tenderebbe ad espellere parte del burro, causando una sgradevole sensazione di unto.
La friabilità è inoltre legata al tenore di materia grassa; l’aumento del rapporto burro/farina inciderà positivamente su questa caratteristica, ma, di conseguenza, anche sul sapore.
Per ottenere, quindi, una pasta frolla perfettamente friabile, senza esagerare con la percentuale di burro, dobbiamo creare condizioni avverse all'aggregamento del glutine. Il suo sviluppo avviene con maggiore faciltà in ambiente con temperatura superiore ai 20°, per cui è preferibile lavorare con ingredienti freddi (uova, farina, burro, utensili, freddi di frigo) evitando il contatto con le mani. Cercheremo, inoltre, di limitare la durata dell’impastamento (che avremo cura di svolgere imprimendo poca energia). Lavoreremo con l’impastatrice a bassa velocità e per breve tempo, oppure a mano, servendoci di una spatola o di un coltello a lama lunga.
La farina ideale è di tipo 0 a basso contenuto proteico (0 biscotto W 120-150), che, a causa del minore abburattamento, ha la grana più grossa ed un maggiore contenuto di ceneri, le quali, fortemente igroscopiche, catturano rapidamente l’acqua sottraendola al glutine. Si tratta, però, di una farina per impiego professionale. La zero che troviamo comunemente in commercio è indirizzata principalmente ai lievitati (pane – pizza) e poichè contiene una buona percentuale di glutine, non è adatta a questa preparazione.
Utilizzeremo, quindi, una comune 00, facendo attenzione che il contenuto di proteine non superi il 9%, e la indeboliremo ulteriormente tagliandola con un 10% di amido. Creeremo un ambiente leggermente acido adoperando del succo di limone, in ragione di ca. 20gr per kg di farina. L’aggiunta di una minima quantità di lievito istantaneo non pregiudica il sapore, aumenta leggermente l’alveolatura e di conseguenza incide positivamente sulla friabilità.
Il sale si scioglie con difficoltà in ambiente grasso, per cui va sciolto in un liquido. Per lo stesso motivo, utilizzeremo lo zucchero a velo che, oltre a darci una frolla più fine, sciogliendosi in fretta, ruba rapidamente l’acqua al glutine.
L’utilizzo del miele o di zucchero invertito, in parziale sostituzione di zucchero e uova, fornisce consistenza leggermente più morbida.
Gli albumi sono ricchi di acqua, ma forniscono una buona plasmabilità, la frolla si stende con faciltà
senza spaccarsi, agevolando anche il trasferimento nello stampo, per cui nella mia ricetta, con le dovute accortezze, li utilizzo.
I sistemi di lavorazione sono sostanzialmente tre, i primi due prevedono la lavorazione di tutti gli ingredienti, con l’esclusione della farina, inserita alla fine. Una dettagliata spiegazione, corredata da una splendida sequenza di immagini potete trovarla qui.
Nel terzo, quello che preferisco, si parte, invece, dalla farina.
La prima operazione da fare è la sabbiatura della farina con il burro. In questo modo, i granuli di farina vengono parzialmente rivestiti ed impermeabilizzati, limitando, così, lo scambio di liquidi. Successivamente si uniscono le polveri, ed in ultimo i liquidi. In questo modo la fase d’impasto si riduce al minimo.
A questo punto la frolla è pronta. Per far sì che il burro si compatti, i sapori si fondano e che i legami formati durante l’impasto si dissolvano, va fatta riposare in frigo per un minimo di due ore, meglio se per un’intera giornata.
Può essere congelata in panetti piatti sigillati con pellicola (senza PVC, a causa del grasso), tenendo presente che con 400gr si riveste abbondantemente uno stampo da 28cm.
Ingredienti
1000gr farina 0 biscotto (in alternativa 900gr 00 e 100gr fecola di patate)
500gr burro appena morbido
300gr zucchero a velo (250 se utilizziamo il miele)
200gr uova intere (oppure 150gr uova e 50gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida)
6gr di sale
20gr di succo di limone
6gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale)
zeste grattugiate di due limoni
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia, o i semi di 2 stecche
Impastatrice:
Setacciamo la farina con la fecola ed il lievito nella ciotola, montiamo la foglia e, a vel. 1,5 versiamo a filo il succo di limone. Aggiungiamo il burro tagliato a pezzetti, freddo ma plasmabile. Avviamo a vel. bassa e portiamo lentamente a 2 fino a che non otteniamo un composto sabbioso.

Uniamo lo zucchero e facciamo girare poco per mescolarlo, formiamo un cratere al centro. Sbattiamo le uova con il sale fino a scioglierlo (ed eventualmente il miele), versiamole al centro del cratere ed avviamo a vel. bassa. In pochi giri la frolla sarà pronta

non ci rimane che dare una brevissima impastata a mano per compattarla e plasmarla in un cilindro, che taglieremo a fette da utilizzare, dopo il riposo in frigo, o anche da congelare.


A mano:
Setacciamo farina, fecola e lievito sulla spianatoia, mescoliamo il burro freddo a pezzetti e, con una spatola o un coltello a lama lunga lavoriamo come per un battuto, fino ad ottenere un briciolame finissimo.
Setacciamo farina, fecola e lievito sulla spianatoia, mescoliamo il burro freddo a pezzetti e, con una spatola o un coltello a lama lunga lavoriamo come per un battuto, fino ad ottenere un briciolame finissimo.

Uniamo lo zucchero. Formiamo la fontana, versiamo al centro le uova battute con il sale, mescoliamo fino a che possiamo con una forchetta, poi spatoliamo trascinando l’impasto sul piano, rapidamente, fino ad incorporare tutta la farina.



Infine, compattiamo con la stessa spatola o velocemente con le mani.


70 commenti:
ci voleva adriano, + dettagliata di così! ed anche con una bella sequenza fotografica, grazie! è gia stampata inserita nel mio faldone delle tue ricette, pronta x l'uso!!! buona serata, katia.
Adriano, la tua "frolla perfetta" è eccezionale. Come tu stesso dici in un articolo su Gennarino ho preferito prepararla e poi congelarla con dosi giuste per una crostata. Devo dire che è un consiglio ottimo e che ogni tanto rifaccio molto volentieri. Grazie ancora per la tua spiegazione e precisione.
ciao mi chiamo anita , complimenti per le tue ricette, le spiegazioni sono eccellenti. riguardando le tue pagine ti posso fare una domanda? nella ricetta del pane di semola dici di puntare l'impasto x 40 mn cosa significa? un saluto cordiale.
buon giorno adriano sono sissy ottima questa spiegazione, la seguirò passo passo quando avrò il tampo di farla. al momento sono impegnata a cercare le farine adatte dai penettieri per fare la colomba. il 1° ha una farina di w 400 di grano tenero e una di w 500 l'ho provata senza tagli per la focaccia ma non mi ha molto soddisfatto e sto facendo altri esperimenti. il 2° mi ha dato una farina traw300 e350 con una % di manitoba ho fatto il panbrioches ed è venuto ottimo anche qui continuerò a fare esperimenti . volevo chederti una cosa:quando ho impastato con la 400 l'impasto si è staccato quasi subito dalla ciotola poi quando ho messo il gancio per un momento e rimasta staccata poi anche se aumentavo la velocità a 2 una parte si è seduta sul fondo e da li non si è più mossa come mai? grazie un saluto
Ciao Afriano, sono Marina e ti seguo spesso soprattutto quando scrivi su gennarino.org. Sono contenta che qualcuno usi come me il lievito per dolcinella preparazione della frolla. Mi sembrava di essere blasfema. La mia ricetta prevede 200 g di burro e commetto ancora un'ulteriore eresia: sciolgo il burro a bagno maria avendo cosi una consistenza piu morbida.
Non ho riletto il messaggio scusa se mi è scappato Afriano invece di Adriano. Il burro è poi 200 gr per 500 gr di farina
katia, se provi fammi sapere.
marco m., grazie a te per la visita
anita, la puntata è il riposo che intercorre tra la fine della fase di impasto e la formatura.
sissy, una w 400 assorbe molti liquidi, per cui, specie con la foglia, si stacca rapidamente dalla ciotola. Il vero e proprio impasto avviene però con il gancio, è lì che si deve tirar fuori il glutine e ci vuole più tempo.
marina, con il burro sciolto non ti viene molto unta?
La frolla è un pò unta in effetti ma forse è per questo che quando la mordi per esempio qando fai la crostata di marmellata non la senti croccante. Questa morbidezza non separa il sapore della base di crostata dalla marmellata ma per uno strato sottile li fonde. Se ricavi dei biscotti anche questi non sono "sbriciolosi" ma compatti e contemporaneamente morbidi non so spiegare. Se ti è gradita posso passarti la ricetta e così magari mi potrai dare un parere di persona.
che casualitá, proprio oggi mi sono 'appropriata' di una nuova ricetta di pasta frolla e riflettevo proprio sulla questione dell'elasticitá, o meglio della non elasticitá che é condizione necessaria di una buona pasta frolla. Grazie infinite, sei stato assolutamente esauriente!
Bellissimo post, interessante ed utile, complimenti!!
ciao adriano...avrei una richiesta da fare:dato che ho provato diverse ricette di brioscine, ma nessuna si è mai avvicinata minimamente a quelle del panificio soffici e un pò elastiche, mi chiedevo se tu ne avessi una collaudata e ben riuscita da consigliarmi!!!bacio e grazie
Fantastico, non ho mai trovato una descrizione così accurata! L'ho salvata subito! Solo una domanda: se gli ingredienti devono essere freddi, perché il burro deve essere appena morbido? Non bisognerebbe usare burro freddo tagliato a pezzettini con un coltello freddo? Grazie! Cat
Marina, si è interessante.
angie, bello il tuo blog, belle anche le foto.
anicestellato, grazie.
mike, la metto sul blog tra un pò.
giu&cat, il burro deve essere freddo, ma non durissimo, altrimenti non unge.
ciao adriano sono sissy finalmente dopo tanto studiare sono riuscita a sperimentare la colomba. ho fatto metà dose così le 2 colombe ci sono state contemporaneamente nel forno . ho fatto la biga intera ma ne ho introdotta solo metà nell'impasto .tutto perfetto l'incordatura ha tenuto tutto il tempo e anche i tempi di lievitazione non sono stati eccessivamente lunghi ( 3 ore perchè triplicasse e 2 ore perchè arrivasse al bordo dello stampo) però per paura che l'impasto si afflosciasse e per non appesantirla non ho messo tutta la glassa e sono rimasti degli spazi scuri.domandina: posso osare a metterla tutta senza aver paura che si affloscì? per quanto riguarda la consistenza è rimasta morbidissima con un alveolatura sottile (gli ho fatto 2 giri di pieghe a serrata ) sembrava un misto tra torta margherita e torta paradiso, mentre io mi aspettavo di trovare un alveolatura più grossa. Domandine: cosa succede se invece di fare le pieghe a serrata faccio quelle di 1° tipo ? e se non faccio nessuna piega? cosa potrei fare per ottenere delle belle bolle?. Per quanto riguarda il sapore, era molto delicato!!! ed equilibrato mentre io mi aspettavo un sapore più deciso più forte ho sbagliato qualcosa? non ho messo i canditi perchè non piacciono a nessuno . domandine: siccome l'impasto non è rimasto profumato come mi aspettavo potrei aggiungere anche le bucce di un limone nell'impasto e qualche goccia di essenza di mandorla? hai dei suggerimenti per renderlo profumato come il panbrioches o è giusto che sia così delicato il sapore? per quanto riguarda la cottura, 40 mn erano perfetti, peccato che non ho laciato un cm dal bordo e la glassa quando ha incominciato a lievitare un pochino è caduta sul fondo del forno e c'era una puzza di bruciato!!!!! non abbiamo comunque resistito e ce la siamo magiata la sera stessa quando si è raffredata . penso di aver terminato il mio lungo monologo e sicuramente la rifarò prima di pasqua un abbraccio sissy
Ciao sono Marina. Ti passo la ricetta della mia prima torta in assoluto, ricordo di uno zio di mia madre cuoco in casa di nobili a Napoli negli anni 50.
Crostata di marmellata
500 g di farina
200g di zucchero
2 uova intere
200 g di burro
1 bustina di lievito per dolci
marmellata di amarena o ciliegia (buona anche all'arancia)
Si fa fondere il burro a fuoco lento. Sul tavolo versare la farina a fontana. Al centro si mette lo zucchero e le due uova e si comincia ad amalgamarli bene senza prendere la farina. Versare nel burro sciolto il lievito, schiumerà un pò , non preoccuparti versa tutto velocemente al centro della fontana. Aiutandoti con una forchetta ( per evitare di scottarti) cerca di amalgamare il tutto prendendo questa volta poca farina alla volta. Otterrai una palla morbida che non riuscirai tanto a stendere col matterello perché sarà un po’ appiccicosa. Perciò prendi direttamente una teglia senza imburrarla o infarinarla e stendi circa ¾ dell’impasto aiutandoti solo con le mani. Spalma uno strato abbondante di marmellata e poi ricava le strisce caratteristiche delle crostate. Metti in forno a 180° per mezz’ora circa.
Questa frolla la uso per la crostata. Non è adatta per esempio per la pastiera ma è adatta per un rustico salato a base di ricotta uova e salame. Sauti
Ma che Kenwood possiedi? Il KM005? Riesci ad impastare 1 kg di farina tutto in una volta, non va sotto sforzo il ken?
sissy, incollo e ti rispondo sui commenti della colomba, di modo che possa risultare utile ad altri.
Marina, effettivamente è un procedimento molto strano, anche se le dosi sono quelle classiche della frolla da ristorante. Però, come vedi, per ottenere friabilità viene utilizzata una bustina intera di lievito. Secondo me potresti provare a montare inizialmente il burro con lo zucchero e a dimezzare il lievito.
maria giovanna, ho lo 005, ma non ha problemi con la frolla, la fase di impasto è ridotta a pochi giri. E' col panettone che ogni tanto mi impensierisce...
adriano, allora, "riassumendo", una frolla STREPITOSA che non ha eguali!!! non mi cimentavo quasi mai proprio x i problemi di cui hai parlato nel procedimento. una friabilità, una elasticità quasi impercettibile, (oddio ho impastato una pasta x pizza!!! ma non è così...è una PASTA FROLLA, finalmente!!!) che te la rende tale da poterla stendere senza che questa si sgretoli, una pasta tendente al lucido, ma non unta (ed ancora una volta, un' impasto lievitato e invece no, una vera PASTA FROLLA!!!) ed è proprio necessario definirti MAESTRO!!! ma, una domanda: quella al cacao com'é? per le pizzette: posso sostituire l'olio con la stessa percentuale di burro e l'acqua con il latte (sono curiosa del gusto finale di entrambi), utilizzando una farina x pizza e volendo fare una biga come fai tu, come dovrei fare? potrei stendere la pasta non troppo sottile x farle venire + alte? grazie ancora infinite da parte mia x tutti i preziosi insegnamenti che mi stai dando!!! katia.
katia, ho solo deto che qualcuno ci mette burro e latte, non che mi piacciono così. Di solito si standono ad ca. 8mm, si coppano e si pressa il fondo di un bicchiere al centro per formare il cornicione.
ciao adriano!!! ho seguito una tua discussione in merito alla pasta frolla (dove hai parlato anche delle frolla montata e ovis molis) su gennarino, ma non ho ben capito, come ottieni la frolla al cacao e quella alla frutta secca? secondo te, è buona la ricetta degli ovis molis presente sul sito? ti devo comunque fare i complimenti xchè ho utilizzato la frolla al cacao della tua crostata alle mandorle profumata all'arancia x delle crostatine, è buonissima, assomiglia come sapore a dei famosi biscotti del mulino bianco. un caro saluto, katia.
katia, le altre frolle si fanno aggiungendo frutta secca o cacao e sottraendo farina, nelle proporzioni che ho indicato.
La ricetta degli ovis molis non l'ho fatta, ma sarà di sicuro buona.
Sono arrivata per caso al tuo blog, dopo aver letto le brutte notizie provenienti dal Nepal.
Complimenti per come spieghi le cose, penso che per un po' di giorni avrò molte cose da leggere da queste parti.
Ciao Roberta
roberta, benvenuta da me!
ciao! ho letto la tua spiegazione della pastafrolla e mi sono appassionata :) l'ho provata e ho fatto un piccolo riassunto del tuo post in inglese sul mio blog neonato, naturalmente linkandoti! quindi, insomma, volevo farti i complimenti e ringraziarti!
babyblue, grazie, onorato!
Carissimo Adriano,
La pasta frolla era la mia bestia nera da sempre: non veniva mai come volevo io, troppo dura o troppo morbida, troppo questo o troppo poco quello... Poi un giorno ho salvato questo tuo intervento da CI (allora non c'era la possibilità di pubblicare foto) e da allora la frolla mi riesce sempre perfetta. GRAZIE!!!
Oggi ho portato in ufficio i bocconotti martinesi fatti con la tua frolla e ho ricevuto i complimenti: "è la frolla più strepitosa che abbia mai mangiato", mi ha detto una collega. "Merito di Adriano", ho risposto... e le ho mandato il tuo intervento pari pari.
Grazie davvero e complimenti per lo splendido blog!
Maria Pia Bruscia
maria pia, non immaggini quanto mi faccia piacere averti qui.
Ciao Adriano. Vorrei provare la tua pasta frolla per preparare dei biscotti per Natale. Leggendo la ricetta...potrei aumentare un pò lo zucchero per averli più dolci e se si quanto? non vorrei arrecare nessun "danno" alla ricetta.
Un saluto. Emanuela (prov. di Napoli)
manuela, puoi aumentare fino allo stesso peso del burro.
caro Adriano ho fatto la tua frolla, un kilo come dici così l'ho in frezer sempre pronta....che dire?VELOCISSIMA E OTTIMA e lavorabilissima, anche il profumo di limone che rimane è piacevole.
grazie
susanna
susanna, grazie a te e buone feste.
Ciao Adriano! Allora: la pasta frolla ce l'ho, la frolla montata pure....mi manca la TUA ricetta degli ovis molis.....che attendo fiduciosa e grata!!!!!
Sempre complimenti!
Viviana
viviana, tra un pò ;)
Ciao Adriano volevo chiederti una cosa sulla farina da utilizzare.
Al supermercato ho trovato la farina speciale per torte della mulino bianco che ha una percentuale di proteine pari al 7,5%, è composta da farina di grano tenero 00 (70%) e da amido di frumento (30%), che dici può andar bene per la frolla senza dover tagliare con la fecola oppure no? Grazie per un'eventuale risposta. Saluti
antonio, è una farina debole per montate, per la frolla va bene senza tagliarla.
Grazie per la risposta Adriano, sei sempre molto gentile, grazie ancora :-)
Ciao Adriano scusa se ti disturbo ancora ma vorrei sapere, dal momento che mi sono procurato la 0 biscotto, il lievito lo devo mettere lo stesso? e facendo una pasta frolla con un 20 % di farina di nocciole, a che punto devo inserirla, all'inizio con la farina normale? Grazie mille
Antonio
antonio, il lievito ci va comunque, la fecola no. La farina di nocciole all'inizio.
Grazie per la risposta, vediamo un po' come viene con la 0 biscotto. ^_^
Faccio da anni la cassata al forno:un guscio di frolla ripieno di crema di ricotta. Un dolce da sogno apprezzato da tutti. Per Pasqua ho deciso di cambiare ricetta per la frolla del guscio e provare la tua: non ho mai avuto risultato migliore. Ho deciso di cambiare frolla da ora in poi. Ancora grazie.
cristina, davvero una bella faccia la tua torta, la ricetta qual'è?
Questa era la mia ricetta: adesso invece ho adottato la tua, conservando soltanto la mia dose di ammoniaca.
CASSATA AL FORNO
Frolla:
500 g. di farina “00”
175 g. di zucchero
175 g. di strutto o burro
100 g. tra un uovo più latte
2 g. di ammoniaca per dolci
vaniglia
Crema:
500 g. ricotta di pecora
250 g. zucchero
cioccolata e zuccata
Mettere a sgocciolare la ricotta in un colino in frigo per almeno 12 ore, unire poi lo zucchero e frullare con la frusta a filo fino ad ottenere una crema soffice. Aggiungere solo alla fine le gocce di cioccolata(per evitare che le fruste le rompano sporcando la crema) e cubetti di zuccata o cedro canditi.
Procedere con la frolla per 500 grammi di farina e dopo il riposo in frigo stendere col mattarello e disporre in una teglia rigorosamente antiaderente imburrata. Se si ha del Pan di Spagna si può metterne uno strato sulla base di frolla e sopra si riempie con la crema di ricotta:si evita così di bagnare sgradevolemente la frolla nel caso in cui la crema rimanga umida. Coprire con un disco di frolla, sigillando bene i bordi. Forare con uno stecchino. Cuocere nel forno a gas per 35 minuti a 180° senza aspettare che si colori. Spolverizzare di zucchero a velo.
Nota:
una temperatura più elevata rischierebbe di fare "impazzire" la crema all'interno del guscio di frolla che al taglio si presenterebbe poi grumosa.
cristina, dev'essere buona la provo.
Però ammazza quanto zucchero!
Hai ragione! Infatti di recente ho rivisto le dosi e devo dire che con 150/170 grammi di zucchero per 500 grammi di ricotta viene pure meglio. Se vuoi cimentarti prova con questa dose. Qui purtroppo, la pasticceria locale esaspera le dosi di zucchero nella crema di ricotta, portandole addirittura a 600 grammi per chilo, ma il risultato a mio parere è stucchevole. Ovviamente entrano in gioco fattori economici e di durata del prodotto finito che in casa non hanno motivo di essere.
Ecco perchè preferisco fare da me rivedendo le dosi. E man mano le ho diminuite migliorando il gusto e diminuendo le calorie. Se provi quindi vai tranquillo:350 di zucchero per chilo di ricotta è la dose ottimale. Se provi, mi fai sapere? Grazie! Buona giornata!
Ovviamente mi ripeto... una spiegazione assolutamente fantastica! Interessantissima!
Un paio di domande... avevo il tarlo in testa di fare le paste di meliga, biscotto tipico piemontese (direi il mio biscotto preferito), fatto con una frolla con farina di mais... ho coniugato varie ricette spiluccate qua e là con la tua magistrale spiegazione della frolla... il risultato è stato eccellente per quanto riguarda il gusto... devo dire che davvero erano strepitose... ma si sono "spatasciate" in cottura, perndo comprelamente la forma... ora, siccome la forma tradizionale di questi biscotti sarebbe rigata sopra, mi chiedo... come mai? E' possibile che sia colpa della farina di mais che non lega e la frolla, una volta in forno ceda inesorabilmente?
Un'altra cosa... ho avuto parecchia difficoltà a fare la sabbiatura... rimanevano degli gnocchetti di burro che ho dovuto "schiacciare" ripetute volte con una spatola, fermando l'impastatrice... ma ripeto che purtroppo non ho la foglia... ho fatto con il gancio per impastare... potrebbe essere questo il problema?
Grazie come sempre!!
Oddio, spero si riesca a capire cosa ho detto anche con le decine di errorei di cui ho farcito il post! :S
cristina, ora sono a dieta, ma appena posso la provo.
briciola, la farina di mais non contiene glutine, è quindi inutile sabbiare e comunque il gancio non va bene, meglio impastare a mano.
Per mantenere la forma, prova a cuocere per i primi minuti a bassa temperatura, 130/140°.
Non mi ero accorto degli errori, ma solo del fatto che hai scritto errorei :)))
ahahah me ne ero accorta, ma non potevo scrivere un terzo post solo per quello! ;p
Dunque... quindi mi dici che non ha senso sabbiare!? neanche se parte della farina è 00? (a proposito... in questo caso ha senso aggiungere una parte di fecola?)
E per il gancio... in nessun caso? Non so se è corretto definirlo gancio... te lo devo proprio fotografare!! Perché con l'impastatrice ho ottenuto risultati buoni COME NON MAI a mano...
Un altra cosa... per ottenere la frolla al cioccolato, quanta farina è bene sostituire con il cacao? Granella di nocciole non crea Ipoteticamente problemi, vero?
merci...
Ah... grazie della dritta sulla temperatura del forno!! :)
Pochi minuti e poi alzo normalmente?! Proverò!
briciola, dipende da quanta farina 00 hai impiegato. Della fecola non c'è bisogno.
Se aggiungi cacao devi aumentare l'idratazione o diminuire la farina di 4 volte il suo peso (se giiungi 15gr di cacao, devi togliere 60gr di farina).
Almeno una decina di minuti a bassa temperatura.
Scusa, Adriano vorrei capire perchè nella frolla si mette il miele Grazie
mariafatima, il miele ha la proprietà di trattenere liquidi, per cui la frolla risulta più morbida. E' una scelta che si fa in base a questa caratteristica.
Grazie
Questo fine settimana mi sono cimentata cn la tua ricetta della frolla....devo dire che dopo aver fatto l'impasto ero molto perplessa perchè sebrava troppo morbido...invece dopo 1 notte in frigo (e nonostatante le temperature di questi giorni!)sternderla non è stato difficile.
Il sapore è ottimo, l'unico problema che ho avuto è stato nel tagliare la crostata (specialmente quella di frutta) infatti non riuscivo a fare delle belle fette "intere e sode" perchè la pasta era morbida. HO SBAGLIATO QUALCOSA? SE VOLESSI UNA PASTA UN PO' PIU SODA AGISCO SULLA QUANTITA' DI BURRO O DI UOVA?
GRAZIE ADRIANO....CONTINUA COSI'!!!!
eli69, non mi è chiaro cosa intendi per morbida: una pasta morbida si taglierebbe facilmente e con precisione. Qualche problema di taglio potrebbe darlo una pasta molto friabile, ma se è così, è il pregio della ricetta, se bene eseguita.
...hai ragione, non è facile trovare il termine giusto! Per intenderci, se taglio la classica fetta triangolare di crostata e volessi mangiarla con le mani, questo non è possibile perchè la base non è abbastanza soda da reggere il ripieno, è necessario usare piatto e forchetta!
Se questo fosse 1 caratteristica di questa ricetta e volessi renderla più "soda" (questo è l'unico termine che mi viene in mente!)cosa potrei fare?!...spero di essermi spiegata meglio....????
GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!
eli, puoi sostituire la fecola con altrettanta farina, verrà meno friabile.
Ciao Adriano,
giusto ieri sera ho provato a fare questa frolla con la planetaria.
Ancora non l'ho assaggiata, ma l'impasto risultava molto morbido, rispetto alla tua foto.. è normale? Dopo il riposo in frigo si è un pochino indurito.. ma non come le frolle che facevo solitamente.
COme mai?
Grazie mille e grazie ancora per tutte le ottime ricette e consigli che ci dai.
Nadia
nadia, la frolla sente molto la temperatura ambiente, un gran caldo può anche bruciarla.
ciao!! ho letto tutte le preziose informazioni e avevo bisogno di un consiglio:
ho una farina 0 tipo biscotto w 140, volevo sapere se il lievito lo devo comunque usare oppure no.
grazie 1000 dell'attenzione!
Federica
federica, è una scelta, ma se usi l'uovo intero per me un pò ce ne va.
grazie 1000!! la proverò! buona domenica
La provo subito! Ma quella al cioccolato della sequenza fotografica come si fa?
Grazie
Silvia
Ciao Adriano
frolla e freddo sono un binomio da non mettere in discussione e questo l'ho capito.
Ma.... se prima della stesura, per rendere la frolla più lavorabile, la lascio riscaldare un po' (non oltre i 20° della casa in inverno) faccio danni grossi? quali?
Grazie
Elisabetta
Ciao Adriano, innanzitutto solidarietà e disappunto per la brutta faccenda del plagio, ci ha toccato tutti al cuore uno sgarbo a una persona non solo competente e creativa ma anche disponibile come te!
Sono alla mia prima volta con la tua frolla, riposa in frigo in attesa di essere cotta domani quindi la mia curiosità è alle stelle...
A questo proposito volevo farti due domande, la prima di stile, la seconda di tecnica, scusami se il commento sarà un po' lungo...
LA DOMANDA DI STILE
Ho deciso di fare la tua frolla per modificare una ricetta tradizionale di biscotti austriaci allo zenzero che nella versione originale dovrebbero venire durissimi... Mi sono detta "ma perché farli durissimi se non piacciono a nessuno? proviamo a farne una frolla allo zenzero..."
Secondo te è stata una scelta barbara? C'è qualcosa che ignoro (sicuramente) sulla tradizione dei biscotti durissimi o sono solo biscotti venuti male? =)
LA DOMANDA DI TECNICA
Impastando con il coltello ci ho messo un sacco di tempo a sabbiare, sicuramente è perché sono poco pratica ma in quel lasso di tempo l'impasto si brucia?
Ho notato poi che una volta aggiunte le uova in un primo momento la pasta si separa bene, poi prende a muoversi tutta insieme diventando appena elastica (terrore, ho fatto il glutine?) ma ancora non ha assorbito tutta la farina... la domanda è: come si fa a capire se qualcosa sta andando storto, se si è passato o meno il punto di non ritorno verso il disastro? C'è un momento che non deve essere superato nell'impasto?
Grazie da ora e scusa per lo sproloquio!
Carissimo Adriano (anch'io ne approfitto per dichiararti tutta la mia stima e solidarietà per certi recenti fattacci...), vorrei provare a fare la tua eccezionale frolla completamente senza glutine. Secondo te posso sostituire la farina 00 con farina di riso? Cambierebbe qualcosa nel procedimento?
Domanda n° 2: se tu dovessi fare un pan di spagna senza glutine, come faresti (ho visto un po' di ricette sul sito celiachia.it e su vari blog, ma prevedono sempre l'uso del lievito. Non ho le competenze tecniche per capire se è dovuto al fatto che altrimenti senza glutine il pan di spagna non viene o a che altro).
Ti ringrazio tantissimo.
ele
silvia, quella al cacao è qui
http://profumodilievito.blogspot.com/2008/03/crostata-di-mandorle-al-profumo-di.html
elisabetta, per renderla lavorabile, conviene batterla con il mattarello; a temp. ambiente, la parte interna rimane più rigida.
cavoliamerenda, pur frequentando spesso l'Austria, non ricodo di aver assaggiato biscotti duri, ma comunque non sarebbe una caratteristica positiva.
Se durante la lavorazione di sviluppa il glutine, la pasta diventa semilucida ed untuosa.
ellenika, per la prolla puoi utilizzare la farina di riso, ma a quel punto puoi evitare di sabbiare.
Non ho mai fatto un PDS senza farina, al primo tentativo farei farina di riso e maizena in parti uguali, ma senza lievito.
Ciao Adriano, volevo intanto farti i miei complimenti per le ricette fantastiche che posti.
Siccome volevo utilizzare questa frolla per fare dei biscotti e avendo a disposizione le farine della Rieper volevo capire quale utilizzare. La gialla è una farina abbastanza forte tipo Manitoba con W 340, mentre la blu ha un indice W 320 e infine la rossa tipo 0 ha un W 280. Pensi che nessuna di questa vada bene per la tua splendida pasta frolla. In alternativa potresti indicarmi una marca facilmente reperibile?
Grazie
Alessandro
Alessandro, per la frolla ci vuole una farina debole, la 00 comune o per dolci vanno più che bene.
Ciao Adriano ho appena stampato questa ricetta, domani inizierò il primo dell'anno con la tua crostata di mele e mandorle. L'ho già provata la scorsa volta durante il "patatrak" e la rinnovo con mopltissimo piacere domani. Colgo l'occasione per augurarti un 31 frizzante e un Nuovo Anno speriamo all'insegna di "buone" e meno "cattive".
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